
Rino seppe amare molto, tanto da raggiungere ancora le ultime generazioni con questa sua passione; ha sempre amato e cantato, anche utilizzando temi mitologici, le donne: da Berta a Maria, da Lucia a Mary, da Maryanna ad Aida, da Jaqueline a Gianna. Tutto questo, anticipando una concezione libera dell'amore:
"Ma la notte, la festa è finita/ evviva la vita/ la gente si sveste/ comincia un mondo/ un mondo diverso/ ma fatto di sesso:/ chi vivrà vedrà".
(da Gianna). Non è una visione materialista, come superficialmente potrebbe apparire. C'è molta spiritualità... c'è una forza nascosta che nel pensiero di Rino Gaetano si muove per produrre immagini, che ancora ci stupiscono per l'intelligenza anticipatrice e la serenità equilibrata, che scaturiva talora dalla difficile accettazione del dolore personale ("Visto che mi vuoi lasciare"), talora dalla lotta continua al fianco degli oppressi ("Metà Africa, metà Europa"), e dal conseguente superamento critico dei problemi sociali, per i quali Rino si è battuto e impegnato come impareggiabile aedo.
"Visto che posseggo/ un panino/ un'aranciata/ ed ho una donna in/ testa/ sia beninteso che/ per pochi intimi/ stasera io darò/ una festa/ e tu che Dio ti/ benedica/ non portarti appresso/ la tua amica/ ma vieni da sola/ perché da solo con/ te grazie a Dio grazie a/ te [...] e dopo un poco ci/ provo e va tutto/ okey/ grazie a Dio grazie a lei".
(da Grazie a Dio, grazie a te).Il tema della festa, già a partire dalla musica orecchiabile e popolare, è molto presente nei testi di Rino, come in una vera liturgia, e supera il momento del dolore con l'amore per la vita nella sempre ironica, perciò efficace, lotta per la vera pace.
"Mi alzo al mattino con una nuova illusione,/ prendo il 109 per la rivoluzione [...] io cerco il rock'n'roll al bar e nei metrò,/ cerco una bandiera diversa senza sangue sempre tersa/ Ma ci ripenso però, mi guardo intorno per un po'/ e mi accorgo che son solo,/ in fondo è bello però [...] in fondo è bella però è la mia guerra e io ci sto".
(da E io ci sto)Sembra di rivedere il fanciullo, emblema dell'oltreuomo che Nietzsche descrive in La Gaia Scienza, nella sua serena accettazione dell'eterno ritorno, simboleggiata dal mordere il serpente uroborico. Rino aveva accettato, fedele a questa terra, i suoi dolori e le sue gioie e ha saputo comunicarcelo:
"Insieme a te vivo il mio momento strano/ mi mordo una mano mi sento divino/ divento un bambino insieme a te/ mi compro un turbante e mi invento un'amante/ ma solo con io solo con io/ solo con io [...]".
(da Solo con io)
Sapeva e sa ancora comunicare continuando a farci cantare Ma il cielo è sempre più blu.
"[...] sempre il gioco è la vita mia/ che poi finirà/ ma se c'è Dio ci sono anch'io/ buon Dio lo sai/ e c'è Dio di notte ti sento ci/ sei [...] e c'è Dio di notte ti sento ti/ voglio ci sei".
(da Ma se c'è Dio)Non è bastato un incidente, quel giugno del 1981, a far tacere la sua voce e a far cessare quello che ci dice ancora.
Dario Coppola
4 commenti:
Orolìo ha detto...
Rino Gaetano è stato uno dei più innovativi e originali cantautori italiani. Non a caso negli anni i suoi "fans" sono sempre in costante aumento nonostante l'artista sia scomparso 26 anni fa... Geniale e sempre straordinariamente attuale.
Ciao Da'
Dario Coppola ha detto...
E' vero, magari ci fosse ancora... chissà che direbbe vedendo cosa avviene oggi... ma tanto parla ancora con i suoi testi... Ciao, cla'
I commenti che seguono sono riportati da me dal blog principale AdP*. dcop
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