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domenica 25 novembre 2007

1. Per un nuovo ascolto

Non sono mancati, nella storia del Cristianesimo, integralisti che propongono un'accanita ricerca delle origini del male invece di occuparsi del bene presente anche nel male stesso (si pensi all'insegnamento del libro di Giobbe).
Non intendo affatto disconoscere l'apporto alla riflessione sul male, in tutte le sue sfaccettature, dato da pensatori come Kant o Solov' ev, fino a Pareyson. Occorre tuttavia distinguere fra male e male. V'è la fragilità, la debolezza, l'inevitabile corruttibilità della natura umana; v'è poi la volontà di giungere, anche attraverso il piacere pur effimero, al male, e promuovere la violenza. Qui ovviamente la volontà vi aderisce e perciò queste forme di male sono deprecabili e si devono combattere, senza demonizzarle oltremodo! Esse sono già, di per sé, diaboliche. Ricordiamo che il termine "diavolo" deriva dai termini greci dia e ballo, e significa "gettarsi fra", cioè originare un "ostacolo", quell'ostacolo che si frappone, in una visione religiosa cristiana, tra uomo e Dio.
Non si deve però esagerare nella demonizzazione.
Il termine greco daimon indicava un essere divino protettore: il demone di Socrate è il suo spirito-guida. Il termine analogo nel giudaismo indica uno spirito maligno. Insomma diavolo e demonio sono termini che indicano l'origine del male, e non una magica forza soprannaturale che si sostituisce a Dio stesso. Il diavolo non è una divinità! Altrimenti si torna allo gnosticismo o al manicheismo. Nella visione cristiana, invece, Dio redime, vince il male, pur non eliminandolo. Perciò non è conveniente, per alcuni cristiani, fare riferimento più al male che a Dio stesso. Così facendo, il male stesso diventa un idolo, una sorta di divinità.
Ad esempio, credo che l'interesse per gli argomenti di demonologia, da parte di molti cristiani, sia troppo acceso, anzi rovente... Mi riferisco a pubblicazioni sul Rock'n'Roll in cui si parla della violenza alla coscienza attraverso i messaggi subliminali dei testi e della musica rock. Il termine Rock'n'Roll che, nel gergo statunitense, è usato per indicare l'unione sessuale, scandalizza troppi perbenisti fra i cristiani. Sono probabilmente quei cristiani che preferiscono raduni come quello del Family Day e che demonizzano altri tipi di unione sessuale o civile. Sono sedicenti cristiani che amano tanto la famiglia così da averne originate, nel corso della loro vita, almeno due. Tra questi e altri "benpensanti", troviamo anche chi pensa che il rock possa incidere a livello inconscio. A queste persone, qui risponderò. E lo farò rilevando quanto vivo sia, saltando certi "ostacoli" presunti, il legame uomo-Dio anche nella musica rock.
Sono deciso nel credere che occorrano contorsioni mentali per cogliere tali messaggi subliminali, dato che essi sarebbero riconoscibili, da chi conosce le lingue, e solo sentendo al contrario i brani...
Perciò buona lettura per un nuovo ascolto... ma intelligente.

dcop



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aggiornamento del 27.12.11

Dario Coppola, animatore liturgico a Torino e dintorni dagli anni Ottanta

Breve profilo biografico - Nato a Torino nel quartiere 1 denominato Crocetta e battezzato nella chiesa di San Secondo, ha trascorso l'infanzia nel quartiere di Borgo San Paolo trasferendosi poi nella zona Lingotto-Mercati Generali corrispondente ora al Borgo Filadelfia di Torino, dove  è entrato fin da bambino nella vita della Parrocchia Madonna delle Rose. Qui ha  partecipato, in particolare, alle attività musicali, dal 1976, entrando nel coro dei bambini come corista e solista. Dal 1980 al 1982 ha fatto parte del Complesso vocale polifonico Musica Laus  diretto dal domenicano Padre Luigi Mulatero, del quale è divenuto discepolo e poi sostituto  cantore e organista fino al 1984; in questa circostanza, nel 1980, ha fatto anche parte, come corista, del cast dell'opera teatrale di Pier Paolo Pasolini Calderon, in scena al Carignano di Torino per la regia di Giorgio Pressburger. Dal 1984 al 2007 ha svolto il servizio di organista-cantore titolare e direttore delle assemblee liturgiche a: Madonna delle Rose di Torino; a Firenze, dove ha vissuto un anno a San Marco studiando dai Padri Domenicani, in particolare alla scuola del Padre Tito Centi, del francescano Padre Lino Randellini e dell'attore Franco Scandurra;  quindi ha vissuto, per quasi cinque anni, nella città di Chieri (TO) a San Domenico studiando Filosofia e Teologia; qui ha inoltre lavorato, dal 1987 al 1991, nel Duomo  (Santa Maria della Scala), con la Commissione Liturgica e  con i Gruppi Famiglia, accanto a Mons. Gianni Carrù. Nel 1988, si è occupato della pastorale giovanile e liturgica nella Parrocchia San Cristoforo di Vercelli, allora retta dai Padri Domenicani. Ha frequentato, proprio in quegli anni,  la FIST di Torino, studiando Liturgia col domenicano Padre Valerio Ferrua,  e l'Istituto di Musica e Liturgia della Diocesi di Torino, alla scuola di Padre Eugenio Costa jr. e Don Domenico Mosso, partecipando anche agli stages estivi in Trentino Alto Adige con il camilliano Padre Giovanni Maria Rossi e con Don Marco De Florian. Dal 1991 ha ripreso la sua attività  di direzione musicale, per volontà dell'allora Priore della Comunità dei Frati Domenicani di Madonna delle Rose a Torino, Padre Mannes Calcaterra, continuando così la collaborazione col Parroco Padre Giovanni Allocco fino al 2006. Nel  contempo, dal 1992-93, è stato obiettore di coscienza per la Caritas diocesana e ha svolto il servizio civile nel quartiere Falchera di Torino occupandosi, con la direzione di Don Sergio Baravalle e di Fr. Jean Marcel Tefnin, di progetti per la promozione umana dei minori a rischio, lavorando con le agenzie del territorio, in particolare con la Circoscrizione 5, i Servizi Sociali, la Biblioteca Civica Falchera e la Parrocchia Gesù Salvatore.  Dal 1993 al 1996 ha collaborato col giornale di quartiere "Gente di Falchera".  Nel 1995 ha pubblicato il libro "Per una nuova scelta" per l'editore Maremmi di Firenze. Nel 1996 ha scritto, sulla vita culturale cittadina, per la testata "Corriere di Torino e dintorni" dell'editore  Giovanni Cordero, diretta da Ennio Pedrini, realizzando interviste e curando la rubrica Religione e Società.   Dal 1997 al 2007 ha diretto la corale della Parrocchia Madonna delle Rose di Torino. Dal 2007 al 2009 ha collaborato per l'animazione liturgica, a Torino, nella chiesa del Monte dei Cappuccini e nella Cappella del CTO e, a Venezia, nella Basilica SS. Giovanni e Paolo, dove ha effettuato anche attività concertistiche.   Svolge tuttora a Torino le mansioni di direttore dell'assemblea e organista-cantore nella chiesa di Santa Teresa d'Avila (dal 2011), nella parrocchia di San Giorgio Martire (dal 2008) e, periodicamente, nella parrocchia dei Frati Domenicani di Santa Maria di Castello a Genova (dal 2009). E' organista della parrocchia della Crocetta, Beata Vergine delle Grazie (dal 2010), retta dal vescovo ausiliare di Torino  Mons. Guido Fiandino. Collabora dal 2011, occasionalmente, come organista e animatore liturgico a Torino anche con la chiesa dell'Ospedale Molinette, la parrocchia Gesù Adolescente e quella della Natività di Maria Vergine di Pozzo Strada. Ha composto vari testi e canti per le assemblee liturgiche, fra i quali ricordiamo Inno alla Madonna delle Rose (2002) e Inno a San Giorgio martire (2010) scritto in collaborazione con l'organista Stefano Marino.

"Sono stato onorato di ricevere recentemente dal grande Domenico Machetta alcune pubblicazioni e CD, con tanto di dedica. Grazie a lui per i testi e le sue musiche inconfondibili che ci ha donato in tanti anni. Con molta stima e riconoscenza!"
Dario Coppola

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