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domenica 25 novembre 2007

6. I Beatles e la fede

George Harrison scrive una canzone, che qui riportiamo, intitolata The inner Light: "Senza uscire di casa/posso conoscere tutte le cose dela terra./ Senza guardar fuori dalla finestra/ potrei conoscere le vie del cielo./ Più lontano si viaggia, meno si conosce,/ meno si conosce veramente./ Senza uscire di casa/ potete conoscere tutte le cose della terra./ Senza guardare fuori dalla finestra/ Potete conoscere le vie del cielo [...] Arriva senza viaggiare/ Vedi tutto senza guardare./ Fai tutto senza fare". Questi versi fanno diretto riferimento al Tao Te Ching (il Libro della Via e della Virtù), che appartiene alla letteratura religiosa cinese, e precisamente al taoismo (III sec. a. C.). Già in Within You Without You abbiamo notato una tendenza religiosa, volta soprattutto all'interiorità, alla profonda meditazione tipicamente orientale. Fu Lao-Tze a fondare le basi filosofiche del taoismo nel VI secolo a. C., ma sino al II secolo a. C. non si può parlare di taoismo come religione strutturata, imperniata sull'autonomia individuale legata soltanto ai cicli naturali.
L'interiorità è talmente importante da annullare in sé l'esteriorità: il tao è il divenire di ogni cosa, causato dall'alternarsi del principio femminile - freddo e passivo - (yin) con quello maschile - caldo e attivo- (yang). Da questo movimento ha origine ogni esistente, ogni individuo che reca già in sé tale opposizione (essere/non-essere; vivere/morire): conformandosi al tao, ognuno senza muoversi più (wu-wei) muta, senza agire progredisce.
Dice Harrison: "Arriva senza viaggiare/ Vedi [...] senza guardare/ Fai [...] senza fare".
In cinese tao significa "via", ed è un concetto presente già nel confucianesimo, ove indicava un rigoroso principio di comportamento sociale nell'etica religiosa.
Un trionfo religioso dell'Oriente possiamo ascoltare nel celebre testo di Harrison My Sweet Lord: "Mio Dolce Signore/ Mio dolce Signore/ Hm [...] Voglio davvero vederti/ Voglio davvero stare con te/ Davvero voglio vederti, Signore/ Ma ci vuole così tanto tempo, mio Signore/ Mio dolce signore Hm,/ [...] Hm, mio signore/ Voglio davvero conoscerti/ Davvero voglio andare con te/ Davvero voglio mostrarti, Signore/ Che non ci vorrà molto, mio Signore (hallelujah)/ Mio dolce Signore (hallelujah)/ Hm, mio Signore (hallelujah) [...] Voglio davvero vederti [...] Ma ci vuole talmente tanto tempo, mio Signore (hallelujah) Mio dolce Signore (hallelujah)/ Hm, mio Signore (hallelujah)Mio, mio, mio Signore (hallelujah)/Voglio davvero conoscerti (hallelujah)/ Davvero voglio andare con te (hallelujah)/ Davvero voglio mostrarti Signore (aaah)/ Che non ci vorrà molto, mio Signore (hallelujah)/ Hmm (hallelujah)/ Mio dolce Signore (hallelujah) Ohhm, mio dolce Signore (krishna, krishna)/ Oh-uuh-uh (hare hare) Davvero voglio vederti (hare rama)Davvero voglio stare con te [...] Ma ci vuole così tanto tempo, mio Signore (hallelujah)Hm, mio signore (hallelujah)Mio, mio, mio signore (hare Krishna)/Mio dolce signore (hare Krishna)[...] Hm, hm (Gurur Brahma) [...] (Gurur Vishnu)/ Hm, hm (Gurur Devo)/ Hm, hm (Maheshwara) [...] (Gurur Sakshaat) [...] Parabrahma) Mio, mio, mio signore (Tasmayi Shree)/ Mio, mio, mio, mio signore (Guruve Namah) [...] (Hare Rama) /A svanire[...]"
Proseguiamo ora nella nostra analisi del linguaggio religioso utilizzato da Lennon- Mc Cartney: in Happiness is a warm gun leggiamo: "Madre Superiora, parti prima del colpo". Così John Lennon chiamava Yoko Ono in privato... Madre Superiora... In The Ballad of John and Yoko compare spesso l'invocazione "Cristo! Sapete non è facile [...] Finiranno col mettermi in croce [...] Ho detto cerchiamo solo di ottenere un po' di pace [...] La notte scorsa la moglie ha detto, oh ragazzo, quando sei morto/ Non porti con te nient'altro che la tua anima/ Rifletti [...] I giornali han detto [...] Sembran proprio due Guru travestiti".
Un panteismo cosmico emerge inoltre in Because, che rileggeremo la prossima volta, di Lennon-Mec Cartney.

Questo articolo di Dario Coppola è stato pubblicato sul Corriere di Torino e della Provincia del 29/06/1996

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